La crisi economica continua a manifestarsi con tutta la sua forza, abbattendosi come un ciclone sull’andamento dell’industria italiana e confermando l’estrema debolezza dell’economia domestica. A dicembre 2012 l’industria italiana ha registrato una flessione globale di fatturato e ordinativi del 6,3% su base tendenziale. Il pesante calo è dovuto quasi esclusivamente al crollo delle vendite, che rispetto a dodici mesi prima sono diminuite di quasi dieci punti percentuali. Riesce ancora a tenere l’export, che però deve arrendersi evidenziando una flessione del giro d’affari oltreconfine dello 0,5%.
Con il passare del tempo c’è il forte rischio che anche questa voce dell’industria italiana possa incamminarsi lungo un pericoloso trend discendente. In realtà, il dato molto negativo sull’andamento dell’industria in Italia era atteso da economisti e analisti finanziari, soprattutto dopo la diffusione del dato sulla produzione industriale che nel 2012 è scesa sui livelli più bassi degli ultimi 22 anni (ma soltanto perché non ci sono ulteriori riferimenti per il passato).
► ISTAT: QUASI UN TERZO DEGLI ITALIANI A RISCHIO POVERTA’
Nel 2012 le vendite hanno registrato una flessione del 4,3% nei dati grezzi, con una frenata quasi doppia per il fatturato realizzato in Italia. Lee vendite oltreconfine sono, invece, cresciute del 2,6%. I ricavi totali dell’industria italiana sono scesi per la 12-esima volta consecutiva su base tendenziale. Purtroppo le previsioni per i prossimi mesi non sono incoraggianti. A dicembre gli ordini sul mercato domestico sono crollati del 21,4%, le commesse del 15,3%.
► ISTAT: FIDUCIA DELLE FAMIGLIE ITALIANE SUI MINIMI DI SEMPRE
Secondo le stime effettuate da Prometeia e Intesa Sanpaolo, l’industria italiana ha accusato un mancato ricavo di 37 miliardi di euro. Ciò vuol dire che, ogni giorno – includendo anche il sabato e la domenica – è come se avesse chiuso un’azienda con un fatturato da 100 milioni di euro.