
► CONSIGLI PER L’ACQUISTO DI UN IMMOBILE DOPO L’IMU
Le possibili soluzioni, nell’evenienza in cui ci si trovi in uno dei casi succitati, sono davvero molte e differenti, così da incontrare le preferenze della maggior parte dei clienti, e vanno dalla possibilità di saltare una rata a quella di rifinanziare il proprio debito, dalla possibilità di convertire il nostro tasso di interesse da fisso a variabile (e viceversa) a quella di sospendere, addirittura per un anno, l’intero mutuo.
► DOMANDA SOSPENSIONE RATA MUTUO
L’ultima delle soluzioni oggi a nostra disposizione, ovverosia la possibilità di sospendere qualsiasi pagamento per un intero anno, era in realtà già stata proposta ai mutuatari, a inizio 2011, in seguito ad uno specifico accordo tra l’ABI, ovverosia l’Associazione Bancaria Italiana, e le 13 più importanti associazioni dei consumatori del CNCU, il Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti del quale fanno parte, tra le altre, l’Adiconsum, l’Adoc, la Federconsumatori e la Confconsumatori.
L’iniziativa, purtroppo, ha incontrato una così grande adesione che sarebbe stata prorogata sia a luglio 2011 che a gennaio 2012, dando così l’opportunità alle banche coinvolte di soddisfare, nel miglio modo possibile, le più svariate esigenze di ogni cliente.
Le domande di sospensione delle rate del mutuo per un totale di 12 mensilità consecutive, fatte salve ulteriori proroghe, potranno dunque venir presentate al proprio istituto di credito sino al 31 luglio 2012.
► SCEGLIERE TRA ACQUISTO E AFFITTO
Attenzione, però, ai particolari ed ai requisiti che, purtroppo, potrebbero non consentirci di prendere parte all’iniziativa oppure ancora potrebbero farci scegliere di non farne parte, ovvero:
– non tutti gli istituti di credito italiani avrebbero deciso di sottoscrivere l’accordo vincolante assunto tra ABI e CNCU
– nel corso del periodo di sospensione gli interessi a nostro carico continueranno a crescere
– ci si potrà avvalere della sospensione solamente in caso di mutui di importo totale inferiore ai 150.000 euro e in presenza di ISEE (l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente) inferiore ai 40.000 euro annui.