Due italiani su tre non arrivano a fine mese

La condizione economico-finanziaria delle famiglie italiane si fa sempre più preoccupante. Recenti sondaggi e rilevazioni statistiche stanno evidenziando sempre più il forte senso di sfiducia degli italiani verso il futuro, ma soprattutto la difficoltà per molte famiglie di riuscire a sbarcare semplicemente il lunario per colpa di una tassazione su livelli insopportabili, a causa dell’aumento dell’inflazione, la precarietà del lavoro e il calo dei redditi.

Quasi 9 italiani su 10 non credono nella ripresa economica nel 2013

Negli ultimi mesi è avvenuto un vero e proprio boom sui mercati azionari e obbligazionari della periferia europea. I flussi finanziari si sono diretti soprattutto verso l’Italia. Lo spread Btp-Bund si è avvicinato a 250 (era a 500 la scorsa estate), i tassi annuali sui Bot sono crollati sui minimi più bassi dal 2010 e quelli sui Btp triennali sotto il 2%. Piazza Affari è volata sui massimi più alti degli ultimi 17 mesi. La speculazione internazionale si è trasformata da grande nemico a importante alleato.

Opportunità di lavoro in Italia nel 2013

Il 2012 è stato un annus horribilis per il mercato del lavoro in Italia. Gli ultimi dati sulla disoccupazione a novembre hanno evidenziato un livello complessivo all’11,1%, lo stesso di ottobre, ma un clamoroso boom negativo della disoccupazione giovanile, volata al 37,1%. Nel 2012 le assunzioni di giovani under 30 previste dalle aziende sono calate del 31%, ma ci sono alcune figure professionali che si salvano dal naufragio del mercato del lavoro. Ad essere ancora molto richiesti sono i profili di media specializzazione, soprattutto nel commercio e nei servizi.

Disoccupazione giovanile record ai massimi dal 1992

Ancora un brutto dato sulla disoccupazione in Italia, in particolare quella giovanile che è tornata ai livelli del 1992. Il tasso di disoccupazione giovanile è salito al 37,1% a novembre 2012, in crescita dello 0,7% rispetto a ottobre 2012 e del 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La fascia di età considerata nella rilevazione statistica è quella compresa tra i 15 e i 24 anni. Misura l’incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati oppure in cerca di occupazione. In Italia sono stati così raggiunti livelli record.

Crisi Italia un giovane su quattro chiede aiuto ai genitori

La crisi economica sta intaccando sempre più il “tesoretto” delle famiglie italiane, che erano riuscite ad accumularlo negli anni facendo dell’Italia uno dei paesi con il maggior tasso di risparmio al mondo. Tuttavia, l’aumento del costo della vita, l’eccessivo aumento del carico fiscale e la recessione stanno dilapidando questo salvadanaio, dal quale sempre più famiglie sono costrette ad attingere per far fronte alle crescenti spese. Secondo Antonio Noto, diretto di IPR Marketing, “è marginale la quota di italiani che riesce ancora a risparmiare”.

Disoccupazione quasi 7 milioni di giovani a casa con i genitori

Uno dei maggiori problemi che l’Italia sta affrontando da mesi è il continuo aumento del tasso di disoccupazione, che ad ottobre è salito fino al record dell’11,1%. La crisi economica continua a sgretolare senza sosta la già fragile struttura del sistema-Italia, alle prese con disoccupazione dilagante, debito pubblico alle stelle, consumi sui minimi dal secondo dopoguerra e carico fiscale su livelli improponibili. Alcuni dati sul mercato del lavoro sono davvero inquietanti.

ISTAT quasi un terzo degli italiani a rischio povertà

Nuova amara certificazione dell’Istat sullo stato di salute dell’economia italiana. Mentre crolla la produzione industriale e il pil si inabissa con un calo del 2,4% su base annua nel terzo trimestre dell’anno, l’Istituto nazionale di statistica certifica che il 28,4% degli italiani è a rischio povertà o di esclusione sociale. Il dato si riferisce al 2011 ed evidenzia una crescita dell’indicatore del tasso di povertà del 2,6% rispetto all’anno precedente. Le persone a rischio povertà sono aumentate al 19,6% dal 18,2%, le persone che soffrono di pesante deprivazione all’11,1% dal 6,9%.

Opportunità di lavoro in Australia 2013

Mentre in Italia la disoccupazione sale su livelli record, con quasi tre milioni di persone senza lavoro, l’Australia va in cerca di figure professionali da inserire nel suo competitivo mercato del lavoro. Che sia proprio la terra dei canguri la nuova meta per coronare i sogni professionali di molti italiani? Lavorare in Australia equivale innanzitutto a un radicale cambiamento di vita. Innanzitutto per motivi geografici, visto che il Belpaese dista più di 16.000 km dall’immenso sub-continente australiano. L’Australia è uno dei paesi Ocse con la migliore qualità della vita e ha una disoccupazione tra le più basse al mondo.

Usare internet per migliorare i profitti

Oggi ci è capitato tra le mani un magazine che raggruppa tutte le esperienze di persone che dopo aver perso il lavoro, si sono reinventate con successo aprendo un’attività in proprio. Due casi in particolare hanno attirato la nostra curiosità, il primo parla di un signore che prima era responsabile del settore carburanti di una multinazionale della Gdo che ha deciso di rimboccarsi le maniche aprendo la partita Iva e diventare tassista.