La Grecia, con la propria devastante e sistemica crisi economica e finanziaria, potrebbe ben presto decidere, di comune accordo con l’intera Unione Europea e con la Banca Centrale Europea, di abbandonare l’euro, tornare alla dracma, sistemare i propri conti pubblici (ma soprattutto l’ormai insopprimibile tensione sociale interna e la sempre più marcata divisione politica) ed evitare che il contagio si estenda non solamente ai Paesi limitrofi, ovverosia economicamente limitrofi quali potrebbero essere, a titolo puramente esemplificativo, l’Italia, la Spagna, il Portogallo e l’Irlanda, bensì anche alle più solide democrazie occidentali non solamente europee.